Gelato alla cassata siciliana: profumi, colori e sapori della Sicilia

Quando si parla di prodotti della pasticceria italiana, non manca mai la cassata, simbolo indiscusso, insieme al cannolo, della bella terra di Sicilia. La sua notorietà ha oltrepassato i confini nazionali fino ad affermarsi con  vigore in tutto il mondo. Imitata in tutte le regioni italiane, questo capolavoro della pasticceria siciliana è diventata anche un gelato, freschissimo e molto apprezzato.

Ma da dove arriva questa prelibatezza rigorosamente “Made in Italy”?


Un po’ di storia…

Le origini della cassata siciliana sono molto lontane e sono legate al mondo arabo. Nel IX secolo la Sicilia vede l’arrivo degli arabi, la cui dominazione durerà centinaia di anni. La loro impronta resta profonda sulla cultura dell’isola e ne condiziona anche la cucina. Sono proprio gli arabi, infatti, a importare in Sicilia il pistacchio, il limone, il cedro, l’arancia amara, la mandorla e la canna da zucchero, ingredienti oggi alla base delle ricette della tradizione.

La leggenda narra che, come per tutti i più riusciti piatti, la cassata sia nata per un caso fortuito. Pare che un pastore arabo una notte decise di mescolare la ricotta, formaggio prodotto in Sicilia già da diverso tempo, con lo zucchero o forse il miele, e di chiamare questo dolce “Quas’at” facendo riferimento alla bacinella o alla ciotola usata per l’impasto.

Cassata al forno

Il termine “cassata” compare per la prima volta nel XIV secolo, nel Declarus di Angelo Sinesio (1305-1386), il primo abate del grandioso monastero di San Martino delle Scale, autore anche del primo vocabolario siciliano-latino. Alla voce “cassata” si legge: “cibus ex pasta panis et caseus compositus”, cioè cibo composto da pasta di pane e formaggio, dolcificato con il miele e racchiuso in un involucro di pasta di pane prima, di essere infornato.


Dagli arabi alle monache

I cuochi dell’Emiro di Palermo avvolsero l’impasto di ricotta nella pasta frolla, dando vita alla versione della cassata al forno. Per avere la versione della cassata siciliana che ben conosciamo oggi, toccherà aspettare le suore del convento della Martorana di Palermo e la loro pasta reale a base di mandorle. L’arrivo degli spagnoli porta in Sicilia il cioccolato e il pan di Spagna.

I frutti della Martorana

È attraverso questo percorso, dagli arabi alle monache fino agli spagnoli, che si giunge alla versione coloratissima della cassata siciliana che oggi conosciamo, codificata nel 1873 dal pasticciere palermitano Salvatore Gulì.


Gelato alla cassata siciliana

Il gusto cassata siciliana non manca mai nella nostra vetrina. Per farlo fedelmente alla ricetta Siciliana utilizziamo latte di capra, ricotta a km0 e canditi. È un gusto molto apprezzato perchè il sapore lievemente agrumato dei canditi regala freschezza la palato. Venite a trovarci, provare per credere!